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Narrazioni e pratiche di un lavoro sociale 

Autori: Maria Teresa Battaglino,
Cristina Cappelli

Descrizione

Quel che ci tranquillizza è la successione dei fatti, il ridurre ad una dimensione, come direbbe un matematico, l’opprimente varietà della vita; infilare un filo, quel famoso filo del racconto attraverso tutto ciò che è accaduto nel tempo e nello spazio! Beato colui che può dire “allorché”, “prima che”, e “dopo che”! Avrà magari avuto tristi vicende, si sarà contorto dai dolori, ma appena gli riesce di riferire gli avvenimenti nel loro ordine di successione si sente così bene come se il sole gli riscaldasse lo stomaco […]. Nella relazione fondamentale con se stessi, quasi tutti gli uomini sono dei narratori […] a loro piace la serie ordinata dei fatti perché somiglia ad una necessità, e grazie all’impressione che la vita abbia un “corso” si sentono in qualche modo protetti in mezzo al caos.
Robert Musil – L’uomo senza qualità – Vol. I

La vita quotidiana è cura. Cura di sé, cura dell’altro, della relazione, di un luogo, di una casa, di una città, di un’impresa. Lavoro di cura. La cura è un caleidoscopio di eventi e di narrazioni possibili: materiali e fisici del nostro corpo; del nostro cuore, come dei suoi sentimenti e delle emozioni a cui ci conduce, della nostra testa come dei suoi pensieri. Ma sovente è un lavoro invisibile. C’è un sapere del lavoro di cura, nato nel lavoro domestico e casalingo delle donne, presente anche nel lavoro professionale di chi sta a fianco a chi non ha sufficienti forze proprie per occuparsi di sé. Un sapere nato e sedimentato nei gesti, nelle idee, nelle invenzioni e nelle “organizzazioni del fare” di ogni giorno. Una miscellanea tra la “memoria di noi” e lo sviluppo di nuove capacità e competenze.

Un telaio è un dizionario, un glossario, un’enciclopedia. Perché? Le parole non vengono a proposito; non hanno nulla di meccanico. No, è perché il tessitore, crea anche parole, e viola il territorio dei poeti, dà nomi alle cose che l’occhio non riesce a vedere. Ecco perché il telaio ha dato alla lingua più parole, più metafore, più modi di dire di tutti gli eserciti di scribacchini del mondo. Amitav Ghosh, Il cerchio della ragione

Cristina Cappelli con Maria Teresa Battaglino, per conto della Cooperativa sociale Progetto Muret, i cui soci sono operatori sociali, hanno scelto di tessere questo libro, raccogliendo alcuni fili sul lavoro di cura. Perché tessere un libro? Perché scrivere e tessere sono azioni che necessitano di cura ed il lavoro di cura è intreccio. Tessere un libro per “fare pensiero”, per dare visibilità e valore alla cura della vita quotidiana, il cui tempo dedicato al lavoro è parte nell’intero dell’esperienza di vita. Il libro si configura come testimonianza di un lavoro di cura tra storie e narrazioni di vita e attività quotidiane intrecciate sulla trama degli Archivi Sociali, patrimonio di documenti raccolti dal Centro Studi e documentazione della cooperativa, che accompagnano la scrittura del libro e che sono le fonti principali di questo libro. Per l’ordito si sono raccolti altri fili. Diversi tra loro, accomunati per aver intrecciato il lavoro della cura con persone e luoghi che raccontano storie diverse, individuali e collettive. Nel libro hanno dato un contributo un’architetta, alcune formatrici, una docente universitaria, un direttore di rivista, imprenditori sociali. Alcuni operatori sociali della cooperativa hanno narrato storie di vita. Le loro narrazioni introducono alcuni capitoli, come a disegnare un ponte tra passato e futuro, segno del lavoro sociale declinato al presente.

Le curandere del libro: Cristina Cappelli con il prezioso aiuto di Maria Teresa Battaglino.
Gli autori: Maria Teresa Battaglino, Cristina Cappelli, Grazia Colombo, Franco Floris, Orlando Lo Sardo, Annalisa Marinelli, Chiara Marinelli, Vittoriano Mega e i soci di Arcobaleno, Susanna Ronconi, Marita Rampazi. I Contrappunti: narratrici e narratori del lavoro di cura Rita Caffarelli, Roberto Castagno, Raffaella Dal Toso, Federico Fontana, Dina Mangialardo, Vittoriano Mega, Milena Sorrenti, Anna Sulpizi.

Cristina Cappelli è nata a Torino dove vive e lavora. Ha una lunga esperienza di lavoro sociale attraverso il quale ha intrecciato passione politica per il tema dei diritti delle persone e impegno professionale nel mondo delle Organizzazioni sociali (associazioni di mutuo aiuto, cooperative sociali, società di mutuo soccorso) e nell’Ente Pubblico. L’interesse per la dimensione culturale e di comunicazione accompagna questo cammino, come ingrediente necessario per dare valore e significato alla memoria e alla ricerca del cambiamento, come orizzonte di senso a cui guardare.

Mariateresa Battaglino nata a Bra, in provincia di Cuneo,dopo il secondo anno di università si è trasferita a Torino attratta dalla complessità di una città che le si è presentata come un laboratorio politico del sociale tanto da decidere di abbandonare gli studi accademici per la scuola di Servizio Sociale. Oggi vive in ToscanaValdimerse nelle vicinanze di Siena. Consulente nella progettazione sociale, svolge attività di valutazione e formazione nel campo delle politiche istituzionali e associative di genere, nell’ambito delle imprese sociali e nella cooperazione internazionale.

Il testo, nato da un’iniziativa della cooperativa sociale “Progetto Muret”, propone punti di vista ed esperienze di operatori che, a vario titolo, si occupano di cura.
Animazione Sociale, giugno-luglio 2008, n. 224.

Un diario del lavoro di cura, che racconta la quotidianità, i rapporti con le istituzioni e con le famiglie. La scrittura come strumento per dar voce alle difficoltà e potenzialità del lavoro sociale.
Appunti sulle politiche sociali, 4/2008.

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