San Francesco, il lupo, i segni prende in esame dettagliatamente il Fioretto XXI e gli Actus – fonti del racconto dell’incontro di san Francesco d’Assisi con il lupo alle porte di Gubbio – , sullo sfondo degli speciali rapporti tra santi e animali nel mondo medievale. L’Autore, in questa nuova edizione, apre la visione del testo e del contesto ai più vari orizzonti simbolici e anche a una forma di rappresentazione scenica dell’episodio, nel quadro di un ‘ordine cosmico’ e di una ‘divina amicizia’. Ordine cosmico in ragione di una visione complessiva dell’essere umano di fronte alla natura e al Creatore, dove la teologia agisce come sistema semiotico universale. Divina amicizia, per lo speciale rapporto che Francesco adottò, nella sua “regola di vita” per i suoi frati e indicò per tutti i viventi, sulla base di una personale confidenza divina.
Gian Paolo Caprettini (La Spezia 1948), dopo i primi lavori di filologia sulla poesia italiana del Medioevo (si veda l’edizione del Trattato e arte deli rithimi volgari di Gidino da Sommacampagna), ha inaugurato con San Francesco, il lupo, i segni (Giulio Einaudi editore, 1974) le sue analisi testuali, prima in ambito letterario e folklorico, poi anche nel settore delle comunicazioni di massa e del cinema. È stato professore di Semiologia, poi di Semiotica e Semiologia del Cinema e della televisione nell’Università di Torino dal 1975 al 2013. I suoi libri più recenti sono Vertigini dell’immaginario (2024, con A. Bàlzola), Dizionario della fiaba italiana (a cura di, 2025) e Fatti non foste. Le trame metaforiche della realtà (2026), usciti presso Meltemi; Complice la poesia, èdito da L’Indipendente (2024); con Cartman edizioni ha pubblicato, tra l’altro, Modernità all’italiana (2012), Scrivere come sognare (2018) e la raccolta di poesie Parole peregrine (2010).

